La Basilica di Santa Maria di Collemaggio è un importante edificio religioso situato appena fuori le mura dell’Aquila, su un promontorio omonimo. È considerata la massima espressione dell’architettura abruzzese e il simbolo della città.
La sua storia e architettura si sono sviluppate attraverso diverse fasi, influenzate da eventi cruciali e cambiamenti stilistici:
(prima del 1287 – 1315)
- Prima della basilica, l’area di Collemaggio era occupata probabilmente da edifici difensivi (come un castello o una torre) e un edificio religioso, la Chiesa di Santa Maria dell’Assunzione.
- Secondo la tradizione, l’eremita Pietro da Morrone (futuro Celestino V) trovò rifugio in questa chiesa negli anni settanta del Duecento e sognò la Vergine che gli chiese la costruzione di una chiesa a lei dedicata.
- Il progetto si concretizzò nel 1287 quando i monaci celestini della Badia Morronese acquistarono il terreno e iniziarono la costruzione.
- La chiesa fu consacrata il 25 agosto 1288 con una celebrazione solenne, sebbene fosse probabilmente ancora in completamento.
- Secondo i saggi di scavo, la prima basilica celestiniana aveva cinque absidi. Secondo Fabio Redi, l’estensione era simile all’attuale, ma con l’asse longitudinale spostato e la facciata arretrata, rendendola meno allungata ma comunque grandiosa. La tecnica muraria richiama l’abbazia di Santa Maria della Vittoria a Scurcola Marsicana, suggerendo il finanziamento di Carlo d’Angiò e l’impiego di maestranze cistercensi, forse francesi.
- Il 29 agosto 1294, Pietro da Morrone, eletto papa a sorpresa il 5 luglio 1294, fu incoronato come Celestino V proprio nella basilica. A questa data, la chiesa era in parte costruita, forse completata nella parte absidale.
- La prima chiesa aveva un impianto absidale a cinque tribune, più complesso dell’attuale, con una larghezza doppia dell’attuale, rendendola l’edificio religioso più grande degli Abruzzi.
- Durante questa fase fu realizzata anche la porta laterale, che in virtù dell’istituzione della Perdonanza Celestiniana da parte di Celestino V, divenne la Porta Santa, la prima al mondo.
- Tuttavia, dopo soli quattro mesi, Celestino V rinunciò al papato e tentò di tornare alla vita eremitica, ma fu catturato e imprigionato, morendo nel 1296. Questi eventi causarono probabilmente l’interruzione completa della costruzione del corpo longitudinale della basilica.
(1315-1461)
- La popolarità di Celestino V, la particolarità della Perdonanza e lo spostamento delle sue reliquie all’Aquila nel 1327 (dall’abbazia di Ferentino) accrebbero le visite dei pellegrini e l’importanza della chiesa. Celestino V fu canonizzato nel 1313.
- Queste circostanze favorirono la ripresa dei lavori di costruzione, che si allontanarono dall’austerità iniziale.
- I lavori ripresero concretamente dopo il terremoto del 1315, che provocò il crollo dell’abside e richiese interventi radicali.
- Già nel 1316 fu deliberata la ricostruzione della cappella del santo. Tra il 1327 e il 1335, grazie a un finanziamento della famiglia Camponeschi, la precedente basilica a cinque absidi fu sostituita da una chiesa più piccola, delle dimensioni attuali e divisa in tre navate.
- Un secondo terremoto nel 1349 causò nuovi danni, specialmente nell’area presbiteriale. L’edificio fu rimaneggiato negli anni successivi.
- Si procedette a una ricostruzione più invasiva con il prolungamento delle navate e la realizzazione di tre vani poligonali al posto delle cinque absidi. In questo periodo intervennero maestranze forestiere specializzate, il cui lavoro si vede nella cura di strutture e decorazioni del coro.
- Il cantiere rimase attivo per oltre un secolo. Le mura perimetrali furono ricostruite e la chiesa fu rivestita con pitture di artisti come Giovanni da Sulmona e forse Antonio Martini di Atri.
- Il completamento della facciata, considerata un capolavoro dell’architettura abruzzese, risale a questo periodo. La sua datazione è discussa, ma il lavoro di Domenico da Capodistria è certo, in particolare per il prezioso portale principale.
- La facciata, realizzata prevalentemente nei primi trent’anni del Quattrocento (secondo alcuni), è quadrangolare con prevalenza di pieni e un dualismo cromatico di masselli bianchi e rossi (colori civici aquilani) con motivi geometrici come la “croce aquilana”. Questa decorazione è d’influenza veneziana e orientale. La facciata, tuttavia, è asimmetrica. Presenta tre portali e tre rosoni gotici, di cui quello centrale è di particolare importanza. Gli elementi decorativi mostrano l’intervento di maestranze eterogenee.
- Il portale principale, un unicum nella zona e probabilmente il più antico, è caratterizzato da un alto zoccolo, due file sovrapposte di piccoli tabernacoli (originariamente con statue), e una serie di archi concentrici (in origine con dodici statue). La lunetta ha un affresco settecentesco. È databile probabilmente tra il 1430 e il 1440 e attribuito a Domenico di Capodistria. I battenti lignei sono del 1688.
- I portali laterali riprendono lo schema della Porta Santa. Il sinistro è copia esatta del portale principale di San Giovanni di Lucoli (1439).
- All’angolo destro si staglia un maestoso torrione ottagonale della fine del XIII secolo, realizzato da Pietro Giovanni Rivera. Serviva per le benedizioni all’aperto ed era base di un campanile (demolito nel 1880). La bicromia del torrione suggerisce una facciata similmente decorata fin dalla prima costruzione.
- Sulla parete sinistra si trova la Porta Santa, legata alla Perdonanza Celestiniana, aperta solo tra il 28 e il 29 agosto per l’indulgenza plenaria. È considerata la prima porta santa della storia. Il portale attuale fu realizzato alla fine del Duecento, con una strombatura in pietra rosata. Sopra ha uno stemma in forma di aquila.
- La lunetta della Porta Santa ha un affresco con la Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista e Celestino V, che mostra la Bolla del Perdono. L’affresco è stato attribuito ad Antonio Martini di Atri, sebbene questa attribuzione sia stata messa in discussione.
- Nella prima metà del XV secolo la chiesa, e forse la facciata, furono quasi certamente rimaneggiate.
- La basilica era completata quando L’Aquila fu colpita dal terremoto del 1456, che causò presumibilmente il crollo del transetto e devastazioni nel monastero.
Periodo tra Cinquecento e Seicento
- Il restauro della basilica e del monastero avvenne probabilmente dopo un secondo terremoto nel 1461. Non ci furono modifiche vistose agli impianti planimetrici, ma apparvero apparati decorativi di stampo cinquecentesco, attribuibili ad artisti come Saturnino Gatti.
- Nel XVI secolo fu realizzato il mausoleo in pietra del beato Giovanni Bassand.
- Nella prima metà del Cinquecento, Francesco da Montereale lavorò nella basilica, in particolare nella cappella dei Baroncelli.
- Al XVI secolo si data l’importante mausoleo di Celestino V, realizzato su progetto di Girolamo da Vicenza nel 1517, considerato un capolavoro dell’arte rinascimentale. Sostituì un sepolcro precedente del XIV secolo. Fu finanziato dall’Arte aquilana della Lana.
- Tra la metà del Seicento e il 1669, la basilica fu profondamente rinnovata in uno stile proto-barocco: si realizzò un rivestimento in stucco, si inglobarono le colonne ottagonali in pilastri cruciformi e si diede risalto all’apparato decorativo. Fu introdotto un soffitto piano a cassettoni nella navata principale. Questo intervento fu completato con la stuccatura dell’abside principale. Di queste lavorazioni rimane solo la Cappella dell’Abate.
Terremoto del 1703 e Ricostruzione Barocca
- Nel 1703, il Grande Terremoto devastò L’Aquila. A Collemaggio furono colpiti soprattutto l’area presbiteriale e il transetto, mentre l’aula rimase intatta.
- I monaci avviarono immediatamente la ricostruzione sotto l’impulso dell’abate Ludovico Quatrari.
- Entro il 1706 il ripristino di mura e volte era completato. Nel 1709 fu restaurato e collocato l’organo.
- Nella prima metà del XVIII secolo furono ripristinati gli apparati decorativi con materiali locali e forestieri, in stile settecentesco. Furono realizzati l’altare maggiore e la balaustra (1715-1721) e l’altare del beato Bassand (1736).
- All’aspetto sfavillante dell’interno barocco si contrappose un rifacimento esterno dimesso, movimentato solo dal tamburo ottagonale della cupola.
- In questa fase fu ipotizzato un nuovo accesso dalla zona di San Michele, consolidatosi nella seconda metà del XIX secolo con la realizzazione del viale di Collemaggio. Questo cambio di accesso, sebbene abbia appiattito la volumetria, ha accentuato il carattere monumentale della facciata.
XIX e XX Secolo
- Nel 1807, la soppressione dell’ordine celestiniano segnò un periodo di crisi per il complesso fino a metà del secolo successivo.
- Nonostante ciò, l’area riacquistò importanza ospitando eventi sociali e sportivi.
- Nel 1902 la basilica fu dichiarata monumento nazionale.
- Un parziale crollo dovuto al terremoto della Marsica nel 1915 richiese un restauro della facciata.
- Gli ultimi importanti rinnovamenti del XX secolo si verificarono nella seconda metà del secolo. Nel 1960 fu rifatta la cupola in cemento e mattoni dopo danni da un terremoto nel 1958.
- Tra il 1969 e il 1973, la basilica fu sottoposta a un discusso intervento di restauro a cura del sovrintendente Mario Moretti, che smantellò quasi completamente l’apparato decorativo sei-settecentesco, compreso il soffitto a cassettoni, per ripristinare la spazialità originale di stampo romanico. Il restauro riportò alla luce affreschi sulle navate laterali.
- Nel 1988 le spoglie di Celestino V furono trafugate e poi ritrovate.
Terremoto del 2009 e Nuova Ricostruzione
- Nel 2009, un nuovo terremoto colpì l’Aquila e danneggiò gravemente anche Collemaggio. Ci furono crolli nell’area presbiteriale, nel transetto e nella parte terminale della navata principale, che distrussero quasi completamente l’organo a canne. Anche il mausoleo di Celestino V fu danneggiato, ma le sue spoglie furono recuperate integre.
- Nell’aprile 2009, papa Benedetto XVI visitò Collemaggio e pose il suo pallio sulla teca contenente il corpo di Celestino V.
- La basilica fu messa in sicurezza con una copertura provvisoria. Una parziale riapertura avvenne il 24 dicembre 2009, quando divenne procattedrale. Tuttavia, fu nuovamente chiusa nel 2013.
- Il 25 novembre 2015 iniziarono i lavori di restauro, finanziati e sponsorizzati da Eni. L’intervento si concentrò sul ripristino strutturale (transetto, pilastri, murature, stuccature, affreschi, facciata).
- I lavori si conclusero il 13 dicembre 2017, e il 20 dicembre la basilica fu riaperta al pubblico e tornò a ospitare le spoglie del pontefice.
- Nel 2020, il restauro di Collemaggio ha vinto il Premio del Patrimonio Culturale dell’Unione Europea(European Heritage Award) nella categoria Conservazione.
Interno della Basilica:
- L’impianto interno è ricondotto alle chiese sulmonesi e all’organizzazione spaziale di Santa Giusta.
- Si suddivide in tre navate, di cui la destra è più larga della sinistra.
- Le arcate sono ogivali e poggiate su pilastri ottagonali.
- La copertura lignea a vista sostituisce il soffitto a cassettoni barocco smantellato nei restauri novecenteschi.
- La semplicità riflette l’architettura cistercense e lo stile di vita di Pietro da Morrone. C’è un dualismo tra il piedicroce duecentesco borgognone e la concezione gotica di spazio e profondità della seconda fase.
- Originariamente quasi completamente ricoperta di affreschi. Frammenti sopravvivono in controfacciata e lungo la navata destra.
- Del periodo settecentesco rimane il transetto, ricostruito dopo il terremoto del 1703. Originariamente simile ad altre chiese aquilane e probabilmente voltato a crociera.
- L’impianto absidale, inizialmente a cinque parti con cripta, fu trasformato nel XIV secolo con il prolungamento delle navate e la realizzazione di tre tribune (due laterali semiottagonali e una centrale ottagonale/quadrata).
- Lungo la navata sinistra si trova un ciclo pittorico con le Storie della vita di Celestino V attribuito a Carl Ruther.
- Fino al terremoto del 2009 ospitava un pregevole organo a canne del XVII secolo (attribuito a Luca Neri di Leonessa, restaurato nel 1999), quasi completamente distrutto dal sisma. Cantoria e cassa sono state rimontate dopo il restauro post-sisma.
- La pavimentazione lapidea è originale, riproponendo il gioco cromatico bianco-rosso della facciata. Include numerose pietre tombali di abati. Presenta disegni geometrici (losanghe, croci aquilane, croci-fiore).
- Il cuore della pavimentazione è il labirinto, sei cerchi concentrici nella parte centrale, con forte connotazione mistica.
- Alcuni studi suggeriscono che la basilica presenti numerosi richiami alla numerologia e al simbolismo, in particolare nei rosoni e nel labirinto nella pavimentazione.
Monastero:
- Adiacente alla basilica sul lato destro. Subì gravi danni nel terremoto del 1456 e fu ricostruito dopo quello del 1461.
- Conserva l’impianto planimetrico originale con un chiostro quadrato porticato.
- Il refettorio conserva affreschi cinquecenteschi, tra cui una Crocefissione attribuita a Saturnino Gatti.
- Dopo la soppressione dell’ordine nel 1807, il complesso è stato riconvertito culturalmente.
In sintesi, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, fondata alla fine del XIII secolo per volere di Celestino V, ha attraversato un’evoluzione complessa dalla sua iniziale grandiosità a cinque absidi interrotta, alla ripresa gotica con dimensioni attuali e tre navate, arricchita nel tempo da decorazioni rinascimentali e proto-barocche. Ha subito danni significativi da numerosi terremoti (1315, 1349, 1456, 1461, 1703, 1915, 2009), che hanno imposto ricostruzioni e restauri, tra cui il discusso intervento novecentesco che ha ripristinato la semplicità romanica interna e il recente, premiato, restauro post-sisma 2009. La basilica conserva elementi architettonici e decorativi di epoche diverse, testimoniando la sua lunga e travagliata storia.
The Basilica of Santa Maria di Collemaggio is a significant religious building located just outside the walls of L’Aquila, on a hill of the same name. It is considered the pinnacle of Abruzzese architecture and the symbol of the city.
Its history and architecture developed through various phases, influenced by crucial events and stylistic changes:
First Phase (Before 1287 – 1315)
Before the basilica, the Collemaggio area was likely occupied by defensive structures (such as a castle or tower) and a religious building, the Church of Santa Maria dell’Assunzione.
According to tradition, the hermit Pietro da Morrone (the future Pope Celestine V) took refuge in this church in the 1270s and dreamed of the Virgin Mary, who asked him to build a church in her honor.
The project materialized in 1287 when the Celestine monks of the Badia Morronese purchased the land and began construction.
The church was consecrated on August 25, 1288, with a solemn celebration, though it was likely still under completion.
Excavation studies suggest the original Celestinian basilica had five apses. According to Fabio Redi, its footprint was similar to the current one but with a shifted longitudinal axis and a recessed façade, making it less elongated yet still grand. The masonry technique resembles that of the Abbey of Santa Maria della Vittoria in Scurcola Marsicana, indicating funding from Charles of Anjou and the involvement of Cistercian (possibly French) craftsmen.
On August 29, 1294, Pietro da Morrone—unexpectedly elected pope on July 5, 1294—was crowned as Celestine V in the basilica. By this date, the church was partially built, possibly completed in the apse area.
The original structure had a five-tribune apse layout, more complex than today’s, with double the width, making it the largest religious building in Abruzzo at the time.
During this phase, the side door was also constructed, which, due to Celestine V’s establishment of the Perdonanza Celestiniana (a plenary indulgence), became the **Holy Door**—the first of its kind in history.
However, after just four months, Celestine V resigned from the papacy and attempted to return to hermit life but was captured, imprisoned, and died in 1296. These events likely halted the construction of the basilica’s longitudinal body.
#### **Second Phase (1315–1461)**
The popularity of Celestine V, the uniqueness of the Perdonanza, and the transfer of his relics to L’Aquila in 1327 (from the Abbey of Ferentino) increased pilgrim visits and the church’s importance. Celestine V was canonized in 1313.
These circumstances spurred the resumption of construction, moving away from the original austerity.
Work resumed in earnest after the 1315 earthquake, which caused the collapse of the apse and required radical repairs.
By 1316, reconstruction of the saint’s chapel was approved. Between 1327 and 1335, funded by the Camponeschi family, the original five-apse basilica was replaced with a smaller church, matching its current dimensions and divided into three naves.
A second earthquake in 1349 caused further damage, particularly in the presbytery. The building was modified in subsequent years.
A more invasive reconstruction extended the naves and replaced the five apses with three polygonal chapels. Skilled foreign craftsmen contributed, evident in the refined choir structures and decorations.
Construction continued for over a century. The perimeter walls were rebuilt, and the church was adorned with frescoes by artists like Giovanni da Sulmona and possibly Antonio Martini of Atri.
The **façade**, a masterpiece of Abruzzese architecture, was completed during this period. Its exact dating is debated, but the work of Domenico da Capodistria is confirmed, particularly for the exquisite main portal.
The façade, likely built in the early 15th century, is quadrangular with a predominance of solid surfaces and a dual chromatic scheme of white and red bricks (L’Aquila’s civic colors) featuring geometric motifs like the “Aquilan Cross.” This decoration shows Venetian and Eastern influences. The façade is asymmetrical, with three portals and three Gothic rose windows, the central one being especially significant. The decorative elements reflect diverse craftsmanship.
– The **main portal**, unique in the region and possibly the oldest, features a high base, two tiers of small tabernacles (originally holding statues), and concentric arches (once adorned with twelve statues). The lunette has an 18th-century fresco. It dates to around 1430–1440 and is attributed to Domenico da Capodistria. The wooden doors are from 1688.
– The **side portals** mirror the Holy Door’s design. The left one is an exact copy of the main portal of San Giovanni di Lucoli (1439).
– At the right corner stands an imposing **octagonal tower** from the late 13th century, built by Pietro Giovanni Rivera. It was used for open-air blessings and served as a bell tower base (demolished in 1880). Its bichrome coloring suggests the original façade was similarly decorated.
On the left wall is the **Holy Door**, tied to the Perdonanza Celestiniana, opened only from August 28–29 for the plenary indulgence. It is considered the first Holy Door in history. The current portal dates to the late 13th century, with pink stone framing and an eagle emblem above.
The lunette features a fresco of the *Madonna and Child with Saints John the Baptist and Celestine V*, showing the Bull of Pardon. It was attributed to Antonio Martini of Atri, though this is debated.
By the mid-15th century, the church (and likely the façade) had been extensively modified.
The basilica was completed when L’Aquila was struck by the **1456 earthquake**, which presumably collapsed the transept and devastated the monastery.
#### **16th–17th Century**
Restoration after the **1461 earthquake** introduced Renaissance decor, including works by Saturnino Gatti.
– In the 16th century, the **stone mausoleum of Blessed Giovanni Bassand** was added.
– Francesco da Montereale worked in the basilica, notably in the Baroncelli Chapel.
– The **Renaissance mausoleum of Celestine V** (1517), designed by Girolamo da Vicenza and funded by the Lana Guild, replaced an earlier 14th-century tomb. It is a masterpiece of Renaissance art.
From the mid-17th century to 1669, the basilica underwent a **proto-Baroque renovation**: stucco cladding, integration of octagonal columns into cruciform pillars, and a coffered ceiling in the nave. Only the *Abbot’s Chapel* retains these stuccoes.
#### **1703 Earthquake & Baroque Reconstruction**
The **Great Earthquake of 1703** severely damaged the presbytery and transept, but the nave survived.
Under Abbot Ludovico Quatrari, reconstruction began immediately:
– By 1706, walls and vaults were restored.
– In 1709, the organ was repaired and reinstalled.
– 18th-century decor included the **main altar** (1715–1721) and the **Bassand altar** (1736).
The exterior remained modest, except for the octagonal dome drum. A new access road from San Michele was proposed, later formalized in the 19th century with Viale di Collemaggio, enhancing the façade’s monumentality.
#### **19th–20th Century**
In 1807, the suppression of the Celestine Order led to decline until the mid-20th century.
– In 1902, the basilica was declared a **national monument**.
– The **1915 Marsica earthquake** caused partial collapse, requiring façade restoration.
– In 1960, the dome was rebuilt in concrete and brick after a 1958 quake.
– From 1969–1973, a controversial restoration by Mario Moretti stripped Baroque decor (including the coffered ceiling) to reveal the original Romanesque space, uncovering frescoes in the side aisles.
– In 1988, Celestine V’s remains were stolen but later recovered.
#### **2009 Earthquake & Reconstruction**
The **2009 earthquake** severely damaged the presbytery, transept, and nave, destroying the pipe organ. Celestine V’s mausoleum was damaged, but his relics survived.
– Pope Benedict XVI visited in April 2009, placing his pallium on Celestine’s tomb.
– Emergency stabilization included a temporary roof. Partial reopening occurred on December 24, 2009, as a pro-cathedral, but it closed again in 2013.
– Restoration, funded by Eni, began on November 25, 2015, focusing on structural repairs (transept, pillars, walls, frescoes, façade).
– The basilica reopened on December 20, 2017, and in **2020 won the European Heritage Award** for conservation.
### **Interior**
The layout resembles Sulmona churches and Santa Giusta, with three naves (the right wider than the left).
– Pointed arches rest on octagonal pillars.
– The exposed wooden roof replaced the Baroque ceiling.
– Fresco fragments survive on the counterfaçade and right aisle.
– The **18th-century transept** (rebuilt post-1703) was originally vaulted.
– The **apse**, initially five-part with a crypt, was transformed in the 14th century into three tribunes (two semi-octagonal, one central octagonal/square).
– The left aisle has a **cycle of frescoes** depicting *Scenes from Celestine V’s Life*, attributed to Carl Ruther.
– The **17th-century pipe organ** (attributed to Luca Neri) was largely destroyed in 2009 but later restored.
– The **stone floor** replicates the façade’s white-red scheme, with tombstones, geometric patterns, and a **mystical labyrinth** of six concentric circles.
### **Monastery**
Adjacent to the basilica, it retains its original cloistered layout.
– The refectory houses **16th-century frescoes**, including a *Crucifixion* by Saturnino Gatti.
– After 1807, it was repurposed for cultural use.
### **Conclusion**
The Basilica of Santa Maria di Collemaggio, founded in the late 13th century by Celestine V, evolved from an ambitious five-apse design to its current Gothic form, enriched by Renaissance and Baroque additions. Repeated earthquakes (1315, 1349, 1456, 1703, 1915, 2009) necessitated reconstructions, including the contested 20th-century restoration and the award-winning post-2009 recovery. Its layered architecture and decor reflect its tumultuous yet enduring legacy.
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This translation maintains the historical and architectural details while ensuring readability in English. Let me know if you’d like any refinements!
